Ricordati della parola data al tuo servo, con la quale tu mi hai fatto sperare. Questo è il mio conforto nell’afflizione, che la tua parola mi ha vivificato. (Salmo 119:49-50)
L’immensa abbazia di Cluny ha ospitato contemporaneamente nel Medio Evo fino a mille monaci benedettini sotto la direzione di un abate. La loro principale occupazione consisteva nel copiare le Sacre Scritture sotto dettatura di uno di loro.
Quanti sforzi sono stati necessari attraverso i millenni affinché possiamo avere oggi una Bibbia tra le mani?
Ci sono voluti tutti quegli strumenti di Dio che sono i profeti, gli apostoli, i missionari coraggiosi e a volte martiri, i copisti, i traduttori, gli stampatori e generazioni di fedeli per trasmetterla, come corridori antichi che si passavano la fiaccola da mano a mano.
La Bibbia? Diamole dunque il posto che merita, non come una reliquia che non si tocca, ma a portata di mano come un oggetto usuale, il più prezioso della casa.
Libro che si medita nella solitudine, che si legge in famiglia, che si spiega ai bambini, che serve continuamente come riferimento. Libro dalle pagine consunte che si aprono da sole al Salmo 103, al sermone sul monte, alla parabola del figlio prodigo, al capitolo 8 dell’epistola ai Romani…
Libro in cui generazioni successive, simili a comparse per la durata di un giorno in questo mondo che inganna, che ferisce e che uccide, chiedono le ispirazioni per vivere e la forza per morire.



