Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. (Tito 2:11-14)
Alcuni pensano che il cristianesimo è destinato a migliorare la vita in questo mondo. E’ incontestabile che la religione cristiana ha enormemente contribuito alla moralità ed ai progressi sociali. Ne troviamo un esempio nell’epistola di Tito.
In essa vengono evidenziati gli effetti del cristianesimo su varie classi di persone: anziani, giovani, padroni, schiavi; poi, nel matrimonio, nella servitù o nella libertà. In ogni circostanza bisogna che i credenti siano l’ornamento dell’insegnamento impartito dal nostro Dio e Salvatore. Insegnamento che è sempre lo stesso e non si può adeguare ai capricci di questo mondo.
Il mondo si esaurisce negli sforzi che compie per accrescere la sua felicità ma senza riuscirvi. Pone la più grande attenzione e cura ad oliare i ruotismo del suo pendolo, senza riuscire a farlo funzionare. Gli manca la vita, gli manca Gesù Cristo.
Dio non viene ad aiutare gli uomini a migliorarsi come molti immaginano, Egli viene a salvarli. Il Signore può solamente essere considerato sotto due aspetti: come Giudice o come Salvatore. Giudice: è giusto e non può transigere sulla benché minima mancanza. Salvatore: Egli è amore e può perdonare qualsiasi peccato.
Se siamo credenti, la nostra vita deve essere in armonia con la salvezza che possediamo, e deve dare prestigio all’insegnamento di Dio. Questo atteggiamento, molto più di tutte le parole, ci permetterà di irradiare attorno a noi l’amore divino.




