Ed essi glielo portarono. Ma appena lo vide, lo spirito lo scosse con violenza, e il fanciullo, caduto a terra, si rotolava schiumando. E Gesù domandò al padre di lui: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli disse: «Dalla sua fanciullezza. E spesso lo ha gettato nel fuoco e nell’acqua per distruggerlo ma, se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». E Gesù gli disse: «Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede». Subito il padre del fanciullo, gridando con lacrime, disse: «Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, sgridò lo spirito immondo dicendogli: «Spirito muto e sordo, io te lo comando, esci da lui e non entrare mai più in lui».(Marco 9:20-25)
Pechino: una mamma cinese ha tenuto il proprio figlio in una gabbia per più di quarant’anni. Peng Weiquing è cresciuto tra le sbarre, e anche se può sembrare un modo crudele, la madre Peng Wamei, dice di averlo fatto per proteggerlo.
Il ragazzo, infatti, ha cominciato a soffrire di violente crisi epilettiche da quando aveva sei anni, così i genitori, temendo che potesse farsi del male e non avendo un’assicurazione sanitaria, hanno deciso di rinchiuderlo in una gabbia, poco più grande i un lettino.
“Lui non si controlla”, dice la donna avvolta dalle lacrime al giornalista. “Quand’era piccolo ha provato anche a tagliarsi con i vetri”. Dopo la morte del marito, la donna, ormai ottantenne, lancia un disperato grido d’aiuto: “Qualcuno si occupi di mio figlio quando morirò!”.
Che triste avere un figlio con un male del genere e non sapere come aiutarlo o, peggio ancora, non avere i mezzi per farlo. Oggi, però, abbiamo un’eccellente notizia da dare a quanto si trovano in queste condizioni: c’è qualcuno che è in grado di aiutare quelli che soffrono.
Stiamo parlando del nostro Signore Gesù Cristo il quale, già migliaia di anni fa, fu in grado di liberare il figlio dell’uomo di cui parla il verso sopra da una forma di epilessia, ma anche il padre da una malattia più diffusa: l’incredulità.
Anche se non ancora diagnosticata, questa è il vero ostacolo per il compimento di un miracolo. Non lasciartene sopraffare, ma credi nel Signore e vedrai la Sua gloria manifestata su ciò che ti affligge!




