Raggiunto nella caverna

Presta attenzione al mio grido, perché sono ridotto agli estremi; liberami dai miei persecutori, perché sono più forti di me. (Salmi 142:6)

Pare che il Salmo 142 sia stato scritto da Davide mentre scappava dal re Saul, che attentava alla sua vita. I suoi persecutori gli davano la caccia e Davide si nascose in una caverna. Imprigionato dalle circostanze difficile e soffocato dal pericolo, egli chiese aiuto a Dio. Era spaventato ed espose la propria difficoltà davanti al Signore.

Si sentiva solo e abbandonato, la sua situazione era umanamente disperata, ma gridò a Dio, invocando il Suo soccorso. Davide era intrappolato, non aveva via d’uscita, quindi chiese liberazione all’Onnipotente.

Dove ti trovi oggi? In un antro tenebroso a causa della malattia o di una circostanza particolarmente complessa? In una spelonca di difficoltà, provocata dalle tue scelte sbagliate? Sei imprigionato in una caverna di dubbi che ti privano della fiducia e della gioia?

Considera che cosa fece Davide quando si trovò intrappolato nella sua caverna: chiese soccorso a Dio, cercò rifugio in Lui e decise di glorificarLo. Lo sfogo del pianto fu seguito dal trionfo della fede. La disperazione lasciò il posto alla lode. Possiamo imparare molto da questo episodio, quando si è raggiunti dal Signore nelle nostre caverne!

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