Maria allora prese una libbra di olio profumato di nardo autentico di gran prezzo, ne unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo di quest’olio. (Giovanni 12:3)
Noi esseri umani, in generale, siamo portati a considerare ciò che possono fare gli altri per noi piuttosto che domandarci su che cosa fare noi per gli altri. Non siamo nemmeno lontanamente disposti a pensare di rinunciare a qualcosa di personale per il prossimo.
Questo modello di pensiero rischia di riflettersi, purtroppo, anche nel nostro rapporto con Dio: chiediamo al Signore continuamente senza essere disposti a consacrarci o donare a Lui e agli altri.
Certo, Dio non ha bisogno di noi, del nostro tempo e delle nostre risorse, poiché ogni cosa è Sua e Gli appartiene. L’esempio che Maria ci lascia in questo versetto fa intendere però che Dio gradisce più che il dono, il donatore.
Dal punto di vista umano, infatti, Maria stava compiendo un vero e proprio spreco, ma Gesù non considerò quel gesto d’amore come tale. Piuttosto si compiacque perché, come spiegò ai discepoli, lei aveva intuito che il Maestro di lì a poco avrebbe offerto la Sua vita per la salvezza di tutti. Riflettiamo anche noi oggi e doniamo il nostro cuore a Colui che ha donato la Sua vita per noi.




