Quasi ogni estate i media ci informano che un bagnante coraggioso ha salvato un bambino o un adulto che stavano per annegare. Per i giornalisti, come per i lettori del giornale, questo bagnante è un eroe, e per colui che è stato salvato dall’annegamento è il suo salvatore.
Non è così di Gesù Cristo? Per molti è stato un uomo molto per bene, un eroe, un saggio, uno che ha rivoluzionato il mondo con il Suo insegnamento. Ma per quelli che ricevano il messaggio dell’Evangelo, Gesù non è semplicemente un saggio o un eroe, è il loro Salvatore.
Tutti abbiamo bisogno di essere salvati perché siamo peccatori. Peccare è vivere per se stessi, dominati dall’egoismo, l’orgoglio, la falsità e da varie concupiscenze.
L’unico rimedio è riconoscere ciò che siamo e accettare che Gesù vuole liberarci dal male e dalle sue conseguenze presenti ed eterne! Avendo accettato Lui, Dio ci perdona, ci libera dalla colpevolezza e dalla schiavitù, e ci dà la Sua pace.
Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. (Giovanni 14:27)
Con Lui si entra in una nuova forma di esistenza, in una vita fatta di pienezza e di certezze. Anche se il soccorritore ha rischiato la vita capita spesso, purtroppo, che il bagnante soccorso non sia per nulla riconoscente.
Cerchiamo di essere riconoscenti verso il nostro Salvatore, ringraziandolo ogni giorno del Suo sacrificio, impegnandoci a seguirlo ed a onorarlo, e siamo felici di potere dire: il Signore mi ha salvato perché mi ama!
Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. (1 Giovanni 2:2)




