Nel recarsi a Gerusalemme, Gesù passava sui confini della Samaria e della Galilea. Come entrava in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali si fermarono lontano da lui, e alzarono la voce, dicendo: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!» Vedutili, egli disse loro: «Andate a mostrarvi ai sacerdoti». E, mentre andavano, furono purificati. Uno di loro vedendo che era purificato, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce; e si gettò ai piedi di Gesù con la faccia a terra, ringraziandolo. Or questo era un Samaritano. Gesù, rispondendo, disse: «I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove? Non si è trovato nessuno che sia tornato per dare gloria a Dio tranne questo straniero?» E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato». (Luca 17:11-19)
Gesù incontra dieci uomini colpiti da una malattia allora inguaribile, la lebbra. Messi in quarantena, erano abbandonati alla loro triste sorte. La Legge diceva: “Il lebbroso se ne starà solo; abiterà fuori del campo” (Levitico 13:46).
Quei lebbrosi vanno incontro al Signore e, tenendosi a debita distanza, gridano: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!” La loro preghiera è subito ascoltata. Gesù non li respinge. Con compassione, risponde alla loro miseria, come fa a tutti quelli che si rivolgono a Lui con fede. Dice loro di andare a mostrarsi ai sacerdoti giudei perché verificano la loro guarigione. Così si mettono in cammino e, per strada, scoprono di essere guariti. Che gioia!
Uno di loro, uno straniero, constatando il miracolo, torna subito da Gesù “glorificando Dio ad alta voce”. Lui, che prima non poteva nemmeno avvicinarsi, si getta si Suoi piedi e lo ringrazia. Questo slancio di riconoscenza tocca il Signore. Ma dove sono gli altri nove lebbrosi guariti? Nessuno di loro è tornato per “dare gloria a Dio”. Gesù lo fa notare con molta amarezza.
Il nostro Signore vorrebbe ricevere riconoscenza da quelli che ha salvato. La aspetta da ciascuno di loro individualmente, e li invita anche alla lode collettiva. Che gioia per noi credenti quando, con semplicità, possiamo farlo insieme, per ricordarci del Signore Gesù e offrirgli la nostra adorazione! Non ne è forse degno?



