Tutto sembrava sorriderti: avevi la salute, una famiglia, un impiego… non ti mancava niente di essenziale. E’ normale che sia così, pensavi. Ma ecco che oggi tutto va di traverso. Hai ricevuto un duro colpo che ti ha lasciato vuoto, senza risorse, schiacciato…
E dici: “Perché proprio a me?” Ti viene in mente il pensiero dell’esistenza di Dio, ma lo respingi: “Non parliamone, non parliamone più!”
Davanti al dolore e alla delusione si preferisce tacere. Solo quelli che hanno attraversato grandi sofferenze possono capire. Giobbe, un credente dei templi biblici, aveva perso tutto, non solo i beni e la salute, ma anche i figlie e le figlie. Lui capirebbe certamente.
Giobbe, spinto allo stremo della pazienza dalle ingiuste accuse dei suoi amici, usò contro Dio parole di ribellione; ma alla fine Dio disse che Giobbe aveva parlato meglio dei suoi amici che pure avevano voluto “prendere le difese” di Dio!
Allora Giobbe rispose all’Eterno e disse: «Riconosco che puoi tutto, e che nessun tuo disegno può essere impedito. Chi è colui che offusca il tuo consiglio senza intendimento? Per questo ho detto cose che non comprendevo, cose troppo alte per me che non conoscevo. Deh, ascolta, e io parlerò; io ti interrogherò e tu mi risponderai. Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede. Perciò provo disgusto nei miei confronti e mi pento sulla polvere e sulla cenere». (Giobbe 42:1-6)
Questo ci fa capire che i lamenti e gli interrogativi angosciati di chi soffre sono ascoltati dal Creatore.
Il SIGNORE disse: «Ho visto, ho visto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto e ho udito il grido che gli strappano i suoi oppressori; infatti conosco i suoi affanni. Sono sceso per liberarlo dalla mano degli Egiziani e per farlo salire da quel paese in un paese buono e spazioso, in un paese nel quale scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono i Cananei, gli Ittiti, gli Amorei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei. E ora, ecco, le grida dei figli d’Israele sono giunte a me; e ho anche visto l’oppressione con cui gli Egiziani li fanno soffrire. (Esodo 3:7-9)
Giobbe aveva osservato le meraviglie della natura, e Dio gli chiese: Chi ha fatto questo? Chi dà la vita? Chi la mantiene? (Giobbe cap. 38-40).
Davanti alla grandezza di Dio, l’uomo deve trovare il suo giusto posto. Nei momenti difficili, quando il dolore sommerge, diamogli fiducia. Egli saprà portarci la pace, perché ci ha dato un Redentore, quello stesso che Giobbe sapeva essere vivente.
Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. (Giobbe 19:25)



