Quale dei due valori?

Pilato disse loro: «Che farò dunque di Gesù, detto Cristo?». Tutti gli dissero: «Sia crocifisso!». (Matteo 27:22)

Durante il processo di Gesù, il governatore Pilato propose una scelta al popolo di Gerusalemme: presentò due uomini, chiedendo quale dei due volevano che fosse rilasciato. Il primo si chiama Barabba, un assassino e fomentatore di sommosse. Il suo nome significa “figlio del padre”, e possiamo pensare che fosse della stessa razza di quelli che cercavano di far morire Gesù ai quali Egli aveva detto: “Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna.” (Giovanni 8:44)

L’altro è Gesù, il Figlio di Dio. L’evangelista precisa che Lui è la sorgente della vita. Gesù stesso ha detto: “Io sono la risurrezione e la vita” (Giovanni 11:25). E Giovanni afferma: “Ma noi sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intendimento, affinché conosciamo colui che è il Vero; e noi siamo nel Vero, nel suo Figlio Gesù Cristo; questo è il vero Dio e la vita eterna” (1 Giovanni 5:20).

Davanti a quella scelta, si levò un grido: “Non costui, ma Barabba” (Giovanni 18:40). Barabba fu liberato, e Gesù fu messo a morte.

Quale scelta farebbero oggi gli uomini? La condanna del Signore mostra, in modo solenne, lo stato morale dell’umanità. Quello che vediamo nel mondo attuale conferma tristemente che la sua guida è sempre satana, l”omicida”.

Questa constatazione non ci deve però far disperare. Le conseguenze della morte di Gesù alla croce sono incalcolabili. Permettendo la messa a morte di Suo Figlio, Dio aveva in vista la salvezza dell’umanità colpevole. Gesù è morto, ma è anche risuscitato, e ad ogni persona che crede in Lui Dio dà la vita eterna.

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