Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. (2 Corinzi 5:17)
Al tempo di Mosè. Dio ha permesso che il popolo d’Israele attraversasse delle circostanze difficili perché imparasse a conoscersi.
Ricòrdati di tutto il cammino che il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha fatto fare in questi quarant’anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandamenti. (Deuteronomio 8:2)
Dio conosce i pensieri, le intenzioni, le aspirazioni di ogni uomo, ma noi ci facciamo sovente delle illusioni sul nostro conto e sul modo in cui gli altri ci vedono. E possiamo anche sbagliarci sul modo in cui Dio ci vede, sulla nostra vera identità, e questo è ancora più grave.
La Bibbia dichiara che per natura noi siamo “figli d’ira” (Efesini 2:3), ma Dio ci ama nonostante i nostri errori; e se crediamo al sacrificio di Cristo, Suo Figlio, ci dà “il diritto di diventare figli di Dio” (Giovanni 1:12). Chi accetta questa grazia divina è liberato dalla sua vecchia condizione e acquista una nuova identità: diventa un “figlio di Dio”. Ma perché questo possa avvenire, Dio:
- ci riscatta, ci libera da colui che ci tiene prigionieri, cioè il diavolo;
- ci riveste della Sua giustizia senza la quale nessuno può stare alla Sua presenza;
- ci dà una vita nuova, capace di capire il Suo amore e i Suoi pensieri;
- ci adotta come Suoi figli (Giovanni 1:13);
- ci fa “coeredi di Cristo” (Romani 8:17).
Tramite la morte e la risurrezione del Figlio Suo, Egli ci ha ottenuto tutto questo, e chi crede può dire: “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio” (Giovanni 3:1).




