Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente; egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti. (1 Pietro 2:23-24)
E’ con gioia e convinzione che ogni credente può dire: Gesù Cristo ha portato i miei peccati sulla croce. Che ricchezza abbiamo in queste poche parole!
E’ Lui stesso che ha compiuto l’opera espiatoria subendo il giudizio del Dio giusto e santo che i nostri peccati meritavano. Né angeli, né uomini, né nessun altro poteva compiere quest’opera se non Lui, il Figlio di Dio fatto uomo.
Egli ha portato i nostri peccati sulla croce. Non è morto per un’ideale o per una dottrina. No, ha sacrificato la Sua vita per noi. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Ognuna della nostre cattive azioni, ogni pensiero malvagio, ogni parola scortese o sconveniente, hanno pesato sul nostro divino Sostituto. Egli ha preso su di Sé davanti a Dio, i nostri errori, i nostri crimini e tutte le loro conseguenze, e li ha portati nel Suo corpo subendo il castigo al posto nostro.
Soltanto perché era uomo ha potuto soffrire e morire per degli uomini, e soltanto perché era Dio il suo sacrificio ha un così grande valore. Dio “ha fatto ricadere su di Lui l’iniquità di noi tutti” (Isaia 53:6), come se fosse Lui il colpevole.
L’espressione sul legno della croce allude alla croce sulla quale, durante tre ore di tenebre, il Signore ha subito il giudizio che era a noi destinato. Non era la Sua vita, benché perfetta, che poteva salvarci. “Cristo morì per i nostri peccati” (1 Corinzi 15:3), “ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione” (Romani 4:25).
Che fardello ha pesato si di Lui! Quanto è stato terribile per Lui l’abbandono da parte di Dio a causa delle nostre offese! E’ su quest’opera perfetta che riposano la certezza della nostra salvezza e la pace della nostra coscienza.




