Io sono misero e povero, ma il Signore ha cura di me. Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore; o Dio mio, non tardare! ( Salmo 40:17)
Roberto aveva dieci anni quando i suoi genitori lo portarono in campagna, nella grande fattoria di alcuni loro amici. Stava per finire la seconda guerra mondiale, ed erano tempi difficili, perciò i genitori del ragazzo lo accompagnarono lì, pensandolo più al sicuro. La famiglia della fattoria era molto gentile e trattava Roberto come se fosse loro figlio. Il ragazzo stava bene, ma sentiva molto la nostalgia di casa, delle sue abitudini, dei suoi amici. Quando i suoi genitori andavano a fargli visita era per lui un giorno di festa e non raccontava loro delle sue malinconie.
Il compare, così Roberto chiamava il proprietario della fattoria, gli permise che da lì a poco lo avrebbe portato con sé alla grande fiera di bestiame che si sarebbe tenuta in paese. Fu una notizie bellissima per Roberto, che lo fece sentire meno solo e meno lontano dalla vita a cui era abituato.
Giunto il giorno tanto atteso, e senza nessuna giustificazione, il compare non portò con sé Roberto, dicendo semplicemente che non era possibile. Il ragazzo si sentì preso in giro, pianse e si rammaricò molto. Il compare partì con il suo carro, ma per Roberto fu un giorno di tristezza. Finalmente arrivò la sera e sorprendendo tutti, il compare ritornò senza carro. La prima cosa che fece fu quella di abbracciare il ragazzo, e piangendo ringraziava Dio per non averlo portato alla fiera. Era vivo per miracolo.
Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; si converta egli al SIGNORE che avrà pietà di lui,
al nostro Dio che non si stanca di perdonare. «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il SIGNORE. (Isaia 55:7-8)
Alla fiera, il compare, aveva visto una bella mula e cominciò a contrattare con i proprietari. Chiesa se era docile o meno, conoscendo l’indole ribelle e testarda dell’animale. I padroni della mula, per rassicurarlo, l’accarezzavano e stuzzicavano in più parti del corpo, ma la mula restava buona e tranquilla.
Si convinse e la comprò. La giumenta con la quale era partito era già stata venduta, così legò la mula al carro e si avviò sulla strada del ritorno. Fuori dal paese, in una salita, la mula incominciò improvvisamente a correre. Il compare avvolse le redini alle mani e cercò di trattenerla con tutte le sue forze, ma non ci riuscì. Egli stesso fu sbalzato fuori dal carro e trascinato per qualche metro. Si liberò dalle redini giusto qualche istante prima che una ruota del carro si stacco facendo capovolgere il carro. Fu la fine della corsa anche per la mula perché la povera bestia sbatté la testa su un grosso sasso e morì sul colpo.
I proprietaria disonesti e senza scrupoli, avevano drogato la mula per farla stare buona e tranquilla per qualche ora. Roberto rimase impressionato da quanto raccontato e si vergognò molto per i pensieri che in quel giorno aveva accumulato dentro il cuore: il rancore e l’amarezza verso il compare. Tutti ringraziarono Dio per come aveva operato!
Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. (Romani 8:28)
Il Signore ci ascolta sempre, e se a volte, non risponde come vorremmo a qualche nostra richiesta è semplicemente perché ha un piano diverso, sicuramente migliore del nostro. Il nemico delle anime nostre si infila sottilmente nei nostri cuori e nella nostra mente, inducendoci a dire, a fare e a pensare cose di cui in seguito ci vergogniamo.
Restiamo attaccati al Signore, confidiamo nel Suo amore e ringraziamolo per i pericoli scampati. A volte anche il diavolo si usa di droghe, alcool e altre dipendenze per intontire e allontanare anime dal Signore. Quanti giovani si affidano in mano a gente senza scrupoli, portando alla distruzione intere famiglie o cadendo nella rete dell’immoralità. Solo Dio è il nostro liberatore. Accogliamolo nella nostra vita ed Egli si prenderà cura di noi.




