Presero dunque Gesù; e, portando egli stesso la sua croce, si avviò verso il luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo. (Giovanni 19:17-18)
Gesù fu crocifisso su una collina usata dai romani per crocifiggere i malfattori e i nemici politici. In ogni epoca molti famosi artisti hanno cercato di rappresentare la crocifissione di Gesù.
Leggendo una meditazione, scoprì che un famoso dipinto del pittore tedesco, Hans Memling raffigurante il Golgota con le tre croci con al centro Gesù, con cavalieri armati, gente che piange, le guardie che tirano a sorte per i vestiti, ha un particolare. C’è uno spazio vuoto ai piedi della croce.
Forse il pittore ha voluto dire a quelli che guardano il suo dipinto che c’è sempre un posto davanti al patibolo di Gesù per qualcuno che vuole pentirsi e accettare la sua morte come atto di perdono per i suoi peccati e i peccati di tutti gli uomini.
Io sono uno di quelli che ha piegato le ginocchia davanti a Gesù quando aveva il vuoto dentro, e ha ricevuto il perdono dei peccati e il dono della vita eterna. Ora lo voglio dire agli altri come il Signore ha comandato, e condividere la gioia che Gesù dona a chi crede in Lui.
E.M.




