Poi, messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». E detto questo si addormentò. (Atti 7:60)
Stefano, il primo martire della fede cristiana non aveva incontrato Gesù nella vita terrena. La sua data di nascita non è conosciuta, si suppone che fosse uno dei primi giudei a seguire gli apostoli. Come per noi che viviamo in tempi della grazia, pur non avendo conosciuto Gesù, lo aveva sperimentato. Era ripieno di Spirito Santo e annunciava Gesù in verità.
I farisei, dopo averlo udito e anche avendolo visto operare miracoli nel nome di Gesù, volevano ucciderlo e così fecero. Stefano prima di morire rese testimonianza di amare Dio ripetendo le parole della croce: “Signore ricevi il mio spirito” e “Signore non imputare loro questo peccato”. Il perdono invece della vendetta.
C’è anche un insegnamento per chi non conosce Gesù. Non riesci a perdonare qualcuno che ti ha fatto male, provi odio e desideri di vendetta e la tua vita è piena di difficoltà. Rifletti, Stefano era un essere umano come te, ma la sua forza nel perdonare i suoi accusatori veniva da quel Gesù che aveva nel suo cuore.
Il perdono è un mezzo di liberazione dell’anima. Come Gesù ti ha perdonato per salvarti dai tuoi peccati, così tu perdona coloro che ti hanno fatto del male, vivrai in pace con Gesù per l’eternità.
F.M.




