Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. (Giovanni 10:14-15)
La parola buono non significa soltanto benevolo e gentile, ma anche sincero e veritiero. E’ contrapposto al ladro e al mercenario. Fino ad un certo punto quest’ultimo può fare il suo lavoro correttamente. Non abbandonerà il gregge senza valida motivazione vuole, infatti, riscuotere la sua paga.
Ma quando viene la prova suprema e gli viene richiesto di sacrificare la propria vita, il mercenario si allontana e abbandona il gregge al pericolo della bestia feroce.
Com’è diverso il nostro Signore: il Buon Pastore, che diede la Sua vita per le pecore. Egli cerca quelle che appartengono al Suo gregge, che hanno vagato sui sentieri del peccato. Gesù va in cerca di quella pecora che si è persa fino che la trova. Questo è il comportamento del Sommo Pastore.
Gli uomini hanno sempre al tendenza a vedere la verità da angolazioni diverse. Alcuni la pensano diversamente da noi, e reputano che se non pensiamo a modo loro, non abbiamo il diritto di appartenere al Signore.
Qualunque sia il tuo gregge, l’unica domanda cui sei tenuto a rispondere è questo: “Ascolti e ubbidisci alla voce del Pastore?”. Se è così, certamente appartieni a quell’unico gregge e nessuno potrà scacciarti dalla mano del Pastore.
S.D.C.




