Quello disse: «Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato con Dio e con gli uomini e hai vinto». (Genesi 32:28)
In quei giorni antichi i nomi non venivano assegnati in base ad una considerazione di ordine eufonico, ma rappresentavano quasi una promessa o un auspicio. Si sostiene che i pastori assegnino dei nomi alle pecore secondo le loro caratteristiche, e in alcuni casi i nomi nell’Antico Testamento sembrano essere stati dati secondo lo stesso principio.
Fu così con Giacobbe; quando l’Angelo gli chiese: “Qual è il tuo nome?”. Egli rispose “Giacobbe”, vale a dire soppiantatore! La prima condizione per sbarazzarsi della nostra vecchia natura è di confessarne l’esistenza; la seconda è quella di cederla a Dio. Sii conquistato da Dio, sottomettiti alla Sua volontà.
La nostra vita è piena d’incontri e di combattimenti con l’Angelo, il problema è che noi resistiamo anziché lasciarci vincere da Lui. Ogni volta che permettiamo a Dio di prendere il controllo di qualche aspetto del nostro carattere, noi acquistiamo un nome nuovo. In altre parole, si sviluppa una nuova fase del carattere, riceviamo in noi un tocco dell’amore divino e veniamo trasformati più perfettamente ad immagine di Colui, il cui Nome comprende tutti i nomi.
Giacobbe diventa Israele; Simone diventa Pietro, l’uomo di pietra; Saul diventa l’apostolo Paolo.
S.D.C.




