Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c’è nulla in lui che lo faccia inciampare. (1 Giovanni 2:10)
L’epoca in cui viviamo non è favorevole alla sensibilità verso le necessità degli altri. Sul cuore di molti si è sviluppata una dura patina di indifferenze ed egoismo. Abramo Lincoln disse a questo proposito: “Provo pietà per l’uomo che non riesce a sentire la frusta quando essa si abbatte sulla schiena di qualcun altro”.
La maggior parte delle persone sembra aver fatto il callo nei confronti della povertà e dei dolori che affliggono il genere umano. Ciò è dovuto principalmente al fatto di non aver sperimentato la nuova nascita e che l’amore di Dio non ha trovato dimora nel loro cuore.
Molti parlano di “Vangelo Sociale” che deve però rimanere distaccato dall’opera di Redenzione. La verità è che esiste un solo Evangelo: noi dobbiamo essere redenti, dobbiamo essere ristabiliti da Dio prima di essere veramente sensibili ai problemi degli altri.
Finché la nostra vita non è toccata dallo Spirito Santo per ricevere e riflettere il calore della compassione di Dio, non ameremo il prossimo come dovremmo, cioè come ha fatto Gesù: con un amore puro e completamente disinteressato. L’amore divino deve prima risplendere dentro un cuore e poi illuminare chi gli sta vicino.




