Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità. (Efesini 4:21-24)
Prima della conversione, Saulo da Tarso non era certamente una persona mansueta. Forte della sua eccellente formazione religiosa, si sera subito scontrato con i seguaci di Gesù e aveva cominciato a dargli la caccia senza esitazione e tregua.
Un degno rappresentante di quei Farisei di cui Cristo aveva denunciato il bigottismo e l’ipocrisia. Ma qualche anno dopo lo ritroviamo completamente diverso (anche nel nome), intendo a scrivere un’affettuosa lettera ai cristiani della Galazia affermando, tra le altre cose, che “il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; … (Galati 5:22)
Questa mansuetudine era qualcosa che non era sorta dal suo cuore, ma che gli era stata donata da Dio stesso. Ma come? Non è nella nostra natura essere mansueti, anzi, per lo più siamo orgogliosi e sprezzanti. Ecco perché abbiamo tutti bisogno di nascere di nuovo. L’esperienza di cui Gesù parlò a Nicodemo, un religioso che l’aveva incontrato in segreto, dicendo: “se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio” (Giovanni 3:3)
Il cambiamento inizia qui, da un’esistenza completamente rigenerata e trasformata da Dio.




