La porta delle pecore

Perciò Gesù di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. (Giovanni 10:7)

Leggendo un trattato cristiano, sono rimasto incuriosito da un articolo che metteva in evidenza il modo di fare che avevano i pastori nel curare i loro ovili nell’antico Oriente e voglio condividerlo perché credo possa essere un’ulteriore sprone per avere la certezza che Gesù ha cura di noi.

L’ovile aveva soltanto una piccola apertura e quando il pastore si sdraiava davanti a quel varco, lo occupava completamente, divenendo, egli stesso, la porta dell’ovile. In tal modo il gregge era al sicuro dai predatori, ma anche da ogni piccola insidia che le stesse pecore potevano introdurvi dopo il pascolo. Dopo che queste erano ricondotte al riparo notturno, il pastore si fermava all’ingresso e le esaminava una ad una, per controllare se erano state intaccate da qualcosa o se si erano ferite, per curarle.

Stando a questa meravigliosa descrizione, far parte della Chiesa del Signore è un privilegio che implica nutrimento e comunione fraterna. Tuttavia, ciò non basta alla salute della vita spirituale se non permettiamo a Gesù di curare l’anima nostra attraverso un ravvicinato esame, per lenire gli effetti prodotti dal cammino in questo mondo.

Eludere l’esame divino ci esporrebbe a gravi rischi. Lasciamo invece che il Signore possa poggiare il suo dito sul nostro cuore e pulirlo.

S.D.C.

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