Perciò, uomini, state di buon animo, perché ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto. (Atti 27:25)
Nel suo viaggio vero Roma, l’apostolo Paolo e altre duecentosettantasei persone naufragarono. Impariamo tre lezioni importanti dalla loro storia. Innanzitutto, che dobbiamo ascoltare Dio. Se non lo facciamo, sperimenteremo dolore e perdite. Il centurione aveva più fiducia nel pilota e nel padrone della nave che non nelle parole di Paolo.
E, siccome quel porto non era adatto a svernare, la maggioranza fu del parere di partire, ma essere nella maggioranza non è garanzia di essere nel giusto.
Chi ascoltiamo, i professionisti della situazione o il consiglio del Signore? Impariamo pure che gli scopi divini prevarranno sempre sui piani degli uomini. Dio può fare in modo che persino gli errori cooperino al nostro bene.
In seguito a questo naufragio, Paolo arrivò a Malta e portò l’Evangelo a quella gente. Dio può risarcire qualunque cosa possiamo aver perso: “Nei dintorni di quel luogo vi erano dei poderi dell’uomo principale dell’isola, chiamato Publio, il quale ci accolse amichevolmente e ci ospitò per tre giorni. Il padre di Publio era a letto colpito da febbre e da dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. Avvenuto questo, anche gli altri che avevano delle infermità nell’isola vennero e furono guariti; questi ci fecero grandi onori; e, quando salpammo, ci rifornirono di tutto il necessario.” (Atti 28:7-10)
Non limitare l’Onnipotente, Egli si servirà di qualcuno per benedirci, magari di persone che non abbiamo mai incontrato. Facciamoci coraggio! Quello che Dio ha detto per certo avverrà ed Egli di condurrà a destinazione!




