Pietro cammina sulle acque con Gesù

Ma vedendo il vento forte ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» (Matteo 14:30-31)

In questo terzo racconto dei discepoli sulla barca, le circostanze sono un po’ diverse da quelle precedenti perché Gesù non è con loro. Erano partiti su richiesta del Signore, ma il vento era contrario. Questo racconto è una figura delle avversità che possiamo incontrare anche se stiamo compiendo la volontà di Dio.

Ora, davanti a noi c’è una scena stupefacente: i discepoli vedono qualcuno che cammina sul mare e viene verso di loro. Sono terrorizzati e gridano per la paura.

Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!» (Matteo 14:27)

Questa espressione risuona nel cuore di Pietro che chiede a Gesù: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». (Matteo 14:28)

La richiesta di Pietro dimostra una grande fiducia in Colui che lui riconosce come Dio. Bisogna osare e fare quel passo fuori dalla barca!

L’atteggiamento di Pietro rappresenta la vita vissuta per fede. Il credente deve sovente “camminare sull’acqua”, cioè prendere decisioni attingendo le forze fuori dalle proprie risorse e avendo solo fede in Dio e nella Sua potenza.

Pietro cammina sull’acqua, ma quando guarda preoccupato alla forza del vento invece di dar fiducia alla parola di Gesù, incomincia ad affondare. Eppure il Signore gli aveva detto: «Vieni!» (Matteo 14:29).

Forse durante la nostra vita intraprendiamo qualcosa con la convinzione che ce la chiede il Signore, ma poi ci sembra troppo difficile; così “incominciamo ad affondare”. Ma quando, come ha fatto Pietro, gridiamo a Lui, Egli ci dirà “Vieni”, ci tenderà la mano e ci salverà.

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