Non nascondere la luce

Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 5:14-16)

Enrico stava esplorando da solo una grotta, e voleva cambiare la pila della lampada che portava sulla fronte. Spense quindi la lampada, ma disgraziatamente rovesciò la scatola delle batterie nuove. L’oscurità era totale, il sudore gli imperlava la fronte.

Lentamente, fece scorrere le dita sulla parete liscia della roccia alla ricerca di una pila di ricambio che non fosse rotolata nel vicino lago sotterraneo. Con suo grande sollievo riuscì a trovarne una in un piccolo anfratto; la mise nella lampada e accese.

In un attimo la grotta immersa nel buio spaventoso fu riempita di luce! Quando Enrico racconta questo incidente, nella sua voce si sente ancora il terrore che aveva provato quando era piombato nel buio.

Forse anche tu, come Enrico, vedi nero nella tua vita. Lo senti dentro di te. Ascolta la parola di Gesù: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Giovanni 8:12 ). Gesù riempie la nostra vita della luce del Suo amore, se crediamo in Lui.

Noi cristiani siamo chiamati a non mettere la lampada della nostra testimonianza “sotto un recipiente”, cioè a non nasconderla. In mezzo ai tanti che vorrebbero trovare della luce per rischiarare la loro vita e darle un senso, noi credenti possiamo essere i portatori della luce dell’Evangelo, sia raccontando ciò che Gesù ha fatto per noi, si col nostro comportamento.

Non siate dunque loro compagni; perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – esaminando che cosa sia gradito al Signore. (Efesini 5:7-10)

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