Amare i nostri nemici

Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:10-13)

Una dimostrazione pacifica per manifestare contro la crisi economica svoltasi nell’Ottobre del 2011 a Roma, si è trasformata in un incubo per la capitale. Auto e cassonetti dati alle fiamme, forze dell’ordine assaltate da una pioggia di pietre, vetrine distrutte, numerosi feriti …

Questi avvenimenti, e altri ancora più gravi, dimostrano in modo concreto la violenza che c’è nel cuore dell’uomo, anche se le rivendicazioni possono essere giuste. Quello che invece c’è nel cuore di Dio, Gesù Cristo ce l’ha rivelato quando è venuto sulla terra, portando la grazia e la verità.

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi oltraggiano. (Luca 6:27-28)

Egli stesso viveva coerentemente con le Sue parole “oltraggiate, non rendeva gli oltraggi; soffrendo non minacciava, ma si rimetteva a Colui che giudica giustamente” (1 Pietro 2:33)

Mettendo a morte Gesù, l’uomo, oltre ad avere commesso un terribile “male”, ha dimostrato il suo rifiuto del “bene”. “Essi mi hanno reso male per bene, e odio in cambio di amore” (Salmo 109:5). “Mi hanno odiato senza motivo” (Giovanni 15:25).

La condizione disperata dell’uomo mostra la grandezza dell’opera di Cristo. Essa rinnova completamente i cuore di chi riconosce la propria condizione di peccatore davanti a Dio. Quando era nemico di Dio, “figlio d’ira”, diventa un figlio amato dal Padre grazie alla fede nell’opera di Cristo. Gesù lo libera da tutte le cose malvagie commesse in passato, per renderlo capace di amare come Lui ama e di seguire il Suo esempi.

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