Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te. Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani; le tue mura mi stanno sempre davanti agli occhi. (Isaia 49:15-16)
Un tempo Dio aveva detto al Suo popolo: “Poiché io non parlai ai vostri padri e non diedi loro alcun comandamento, quando li feci uscire dal paese d’Egitto, circa olocausti e sacrifici; ma questo comandai loro: “Ascoltate la mia voce; sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie che io vi prescrivo affinché siate felici” (Geremia 7:23).
Ma gran parte del popolo ha ripetutamente disubbidito e Dio ha dovuto punirli; ma l’ha fatto con amore e saggezza, senza mai abbandonarli. Oggi queste parole profetiche s’indirizzano a chi ha posto la propria fiducia nel Signore Gesù.
Nel giorno della risurrezione di Cristo, i discepoli hanno potuto vedere i segni del Suo amore per loro: le Sue mani e i Suoi piedi, forati alla crocifissione, portavano i segni delle ferite provocate dai chiodi.
Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». (Giovanni 20:27)
Gesù “è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti” (Isaia 53:5).
Rimarremmo insensibili a un tale amore?
L’amore di Dio splende alla croce quando Gesù subisce il castigo dei nostri peccati. Sono state necessarie la Sua morte e la Sua risurrezione perché tutti quelli che credono in Lui avessero il diritto di diventare figli di Dio.
È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:11-13)
Allora, quelli che hanno accettato Cristo come il proprio Salvatore non possono mai più essere privati del Suo amore.
Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (Romani 8:35)
Quando attraversano difficoltà, dolori, sofferenze, pericoli, essi sanno che il Signore non li dimentica e che condurrà tutto a buon fine per loro.
Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! (Isaia 43:1)




