I discepoli, udito questo, furono sbigottiti e dicevano: «Chi dunque può essere salvato?» (Matteo 19:25)
E’ una domanda legittima! Se la pongono in tanti, come i discepoli a Gesù, sconfortati dopo aver constatato che anche il più diligente nell’osservare la Legge di Dio prima o poi fallisce.
Gesù non rispose in modo esaustivo perché il Suo mandato non era ancora concluso, ma sottolineò che «agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile» (Matteo 19:26), confermando che l’uomo non può salvarsi da solo.
In seguito alla Sua morte in croce e resurrezione, l’apostolo Paolo diede una risposta: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; …” (Efesini 2:8-9)
Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità, e che è stata ora manifestata con l’apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il vangelo, in vista del quale io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore. (2 Timoteo 1:9-11)
Non dobbiamo più essere sconfortati come i discepoi, ma riconoscere il sacrificio unico e perfetto di Gesù e, accettando questo dono, ottenere la salvezza.




