Pace

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi, e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza, esperienza, e l’esperienza, speranza. (Romani 5:1-4)

Il contrario del termine “pace” non è solo “guerra”. Infatti è mancanza di pace ogni astio, odio, rancore, ostilità di qualsiasi tipo e forma. Non c’è pace nel cuore in cui dimora invidia, arroganza, ambizione, prepotenza, insolenza, desiderio di dominare …

«Non c’è pace per gli empi», dice il SIGNORE. (Isaia 48:22)

Non può esserci pace per chi è lontano da Dio, per chi lo rifiuta, per chi lo ignora, per chi è dominato dal peccato, dalla disubbidienza e dalla ribellione. Senza Dio non c’è pace, anche in assenza di guerra e nel benessere o in quella contentezza che deriva dall’appagamento dei desideri. Privo di Dio, l’uomo è privo di pace, perché “Cristo è la nostra pace” (Efesini 2:14).

L’uomo vive nell’inquietudine e nella preoccupazione del domani. Vive nel turbamento di non essere in pace con se stesso, nell’agitazione dei vari sensi di colpa, nella paura delle malattie, della sofferenza e della morte.

Non sempre e non da tutte le persone questi turbamenti sono avvertiti nello stesso modo, ma sono presenti nel cuore dell’uomo anche se si tenta di coprirli col rumore della spensieratezza, della superficialità, del divertimento ad ogni costo.

Da queste poche riflessioni comprendiamo che la vera pace, quella interiore ed esteriore, non è frutto di accordi fra le parti, non è conseguenza della buona volontà, non si esprime con lo sventolio di bandiere colorate, ma è il dono di Dio attraverso la giustificazione dei nostri peccati per la fede in Cristo Gesù.

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