O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo». (Luca 13:4-5)
Si è addormentato alla guida della sua auto in autostrada. La macchina ha urtato il guardrail; poi, dopo un tremendo testa-coda, si è fermata in mezzo alla carreggiata. L’auto è irriconoscibile ma lui ne esce, sconvolto ma senza neppure un graffio. I pompieri immediatamente chiamati hanno detto una sola parola: “Miracolato!”
Perché quell’uomo anziché perire in quello spettacolare incidente, ne è uscito indenne? Destino fortunato, si dirà. Ma non può essere stato piuttosto la pazienza di Dio che gli ha concesso ancora dei giorni perché abbia la possibilità di rivolgersi a Lui?
Simili circostanze dovrebbero far riflettere ognuno di noi sul senso della propria vita. Perché siamo sulla terra? Cos’è veramente importante? Dio dà del tempo ad ognuno perché faccia l’esperienza di un miracolo di una portata incalcolabile: conoscere Gesù Cristo come Salvatore e stabilire una relazione permanente con Lui. Non lasciamo passare quest’occasione!
Il Signore Gesù è venuto per togliere quello che ci separa da Dio: il peccato. Per mezzo della Sua morte sulla croce ha cancellato i peccati di tutti quelli che credono in Lui. In tal modo, tutti coloro che lo accettano come Salvatore sono dei “miracolati”! Non solo scampano alla morte eterna, che è una completa e definitiva separazione da Dio, ma entrano in una relazione vivente e felice con Lui e lo conoscono come Padre.




