Conversione

Per molte persone la parola conversione significa semplicemente mutamento di religione. Altri diranno forse che è una specie di riforma di qualcuno che si mobilità per uno scopo umanitario. In realtà questa parola evoca l’idea di fare un dietro front, cioè una trasformazione del cuore di ciascuno.

Il problema umano è in primo luogo spirituale, solamente in seguito sociale. Dapprima il di dentro, poi il di fuori! Dio parla nella Bibbia di questa necessità.

Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. (Ezechiele 36:26)

L’opera di Gesù sulla Croce, ecco ciò che rende questo cambiamento possibile.

In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati. (Atti 4:12)

Il figliol prodigo della parabola realizza la sua miseria morale dinanzi a Dio e dichiara:

Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi”. (Luca 15:18-19)

Allora si alza, riprende la strada verso casa, poi, tra le braccia paterne, gusterà il perdono e la pace.

Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò. (Luca 15:20)

Si, questa è l’essenza del problema. Finché ci faremo illusioni sul nostro stato interiore, chiudendo gli occhi sul male che vi si trova, non saremo pronti a fare quel “mezzo giro” che implica il pentimento e la fede in Gesù Cristo.

Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro. (Isaia 45:22)

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