Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo. Ma andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto». (Marco 16:6-7)
Non bisogna tacere le buone notizie, ma portarle a chi sta soffrendo e in fretta! Non c’è un minuto da perdere. Le donne non dovevano tenere per sé quella buona notizia; altri erano nelle tenebre del dolore e dovevano affrettarsi a portare loro il lieto massaggio.
Seppure nella gioia della nostra fede in Cristo, non dobbiamo dimenticare che altri sono privi di questa allegrezza. La nostra missione è di portare loro la buona notizia, condividendo quello che il Signore ci ha dato.
Perché questo riferimento a Pietro? Sicuramente egli era il più triste di tutti e necessitava di maggiore conforto. Aveva peccato e stava versando lacrime amare per il rimorso. Queste parole mostrano la tenerezza del cuore di Cristo nei confronti di tutti i penitenti. L’apostolo deve avere provato una grandissima gioia nell’udire il messaggio: Gesù non l’aveva rigettato! Avrebbe avuto l’opportunità di gettarsi ai suoi piedi, confessare il suo peccato e ottenere il perdono.
“E a Pietro”, i un messaggio di grazia per ogni pentito. Stai piangendo per avere rattristato Cristo con il tuo peccato e la tua infedeltà? Ricorda che Egli è venuto non per chiamare i giusti, ma i peccatori a ravvedimento!




