Colbert fu un uomo di Stato notevole e contribuì validamente alla prosperità della Francia sotto il regno di Luigi XIV. Eppure, senza dubbio vittima di rivalità, egli cadde in disgrazia nella stima del re.
Mentre era ormai prossimo alla morte, venne informato che il re aveva richiesto a parecchie riprese notizie sulla sua saluta. Con amarezza il ministro avrebbe risposto: “Non mi si parli più di quell’uomo. Se avessi fatto per Dio tutto ciò che ho fatto per lui, non sarei così in dubbio circa la salvezza della mia anima”.
Come molte altre persone, Colbert supponeva che, se ne avesse avuto il tempo, avrebbe potuto fare abbastanza per ottenere il perdono di Dio e la salvezza della propria anima.
Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Efesini 2:8-10)
I Giudei domandarono un giorno a Gesù:
Essi dunque gli dissero: «Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». (Giovanni 6:28-29)
La sola cosa che Dio chiede all’uomo che si riconosce peccatore e colpevole, è che egli creda in Gesù e al valore della sua opera alla croce. Un custode di prigione rivolse un giorno all’apostolo Paolo questa domanda angosciata:
Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». (Atti 16:30-31)



