Disuguaglianza?

Gli uomini stabiliscono tra loro molte differenze, sia che essi prendano in considerazione il sapere, la ricchezza, la religione, il colore della pelle o altri criteri. Su un punto solamente non vi è differenza. Dio dichiara solennemente che tutti hanno peccato. Per conseguenza gli uomini incorrono tutti nella giusta condanna di un Dio santo.

Non c’è infatti alcun uomo giusto sulla terra, che faccia il bene e non pecchi. (Ecclesiaste 7:20)

Ma Dio vuole cancellare tutte queste distinzioni e aprire il suo paradiso a tutti gli uomini. Tale è il suo desiderio e il suo piano.

Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione, poiché i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i Greci; ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la follia di Dio è più savia degli uomini e la debolezza di Dio più forte degli uomini. (1 Corinzi 1:21-25)

Accetteranno tutti gli uomini, la salvezza che Dio offre loro? Ahimè! Per orgoglio, per indifferenza o per altre ragioni, molti si distolgono dalla via della salvezza. Così gli uomini sono suddivisi in due campi: coloro che, riconoscendosi peccatori, si pentono e credono nella grazia di Dio, e coloro che non vogliono riconoscere le loro colpe davanti a Dio.

Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:21-24)

Ma tutti coloro che credono sono salvati sulla base del sacrificio di Cristo. Verrà il giorno in cui tale differenza sarà definitiva: sia una felicità, sia un’infelicità eterne. Oggi è ancora il tempo in cui si può cambiare campo. Non aspettare che sia troppo tardi…

Poiché ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti quelli che operano empiamente saranno come stoppia; il giorno che viene li brucerà», dice l’Eterno degli eserciti, «in modo da non lasciar loro né radice né ramo. (Malachia 4:1)

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