Basta essere sinceri?

Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:22-24)

Nel mondo di oggi le persone s’accordano più che mai per predicare la tolleranza: “tutte le religioni si equivalgono purché si sia sinceri“. E’ vero, esse si equivalgono, ma solo in questo senso: che nessuna di esse può aprirci la porta del cielo.

Non è la dottrina a cui aderiamo, né l’insieme delle pratiche religiose che possiamo seguire scrupolosamente, né una vita irreprensibile agli occhi dei nostri simili che possono salvarci.

Siamo tutti come una cosa impura, e tutte le nostre opere di giustizia sono come un abito sporco; avvizziamo tutti come una foglia, e le nostre iniquità ci portano via come il vento. (Isaia 64:6)

Vi era al tempo del Signore Gesù un giovane le cui qualità morali erano veramente eccezionali e la cui vita era esteriormente irreprensibile. Non aveva fatto torto a nessuno: possiamo noi dire altrettanto? Eppure questo giovane, inquieto riguardo alla salvezza della propria anima, chiede a Gesù:

Ora, mentre stava per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro; e inginocchiatosi davanti a lui, gli chiese: «Maestro buono, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». E Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio. Non uccidere. Non rubare. Non dire falsa testimonianza. Non frodare. Onora tuo padre e tua madre”». Ed egli, rispondendo, gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia fanciullezza». Allora Gesù, fissandolo nel volto, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca; va’, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni, prendi la tua croce e seguimi». Ma egli, rattristatosi per quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni. (Marco 10:17-22)

Trattenuto dalle sue ricchezze, rifiutò di seguire Gesù e se ne andò triste. Non abbiamo bisogno di una morale o di una religione, ma di una persona, di un Salvatore, abbiamo bisogno di Gesù.

Questa parola è sicura e degna di essere pienamente accettata, che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. (1 Timoteo 1:15)

E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati». (Atti 4:12)

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