Un anziano signore possedeva una vecchia casa in pessimo stato. Un ricco straniero venne inaspettatamente a trovarlo e, con grande stupore, gli propose di comprargliela col terreno che la circondava. Il prezzo offerto era conveniente, il proprietario decise di accettare l’offerta, e perfino di fare uno sforzo per riparare ciò che era possibile.
Senza indugi, comprò del materiale e si mise al lavoro per consolidare la scala traballante, per rimettere qualche tegola al tetto, aggiustare porte e finestre e sostituire i vetri rotti. Fatto questo, l’anziano signore si sarebbe ritirato in una casa di riposo.
Ma non appena firmato l’atto e versato il prezzo pattuito, il nuovo proprietario fece semplicemente demolire la vecchia casa. A lui interessava la proprietà per erigere una nuova costruzione.
Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. (2 Corinzi 5:17)
Non è forse così che Dio procede? Non ha nessun bisogno dei nostri sforzi per riparare gli errori da noi commessi in passato. Ciò che testimonia delle nostre colpe di un tempo non l’interessano più.
Gesù Cristo, per mezzo della sua morte sulla croce, ci riscatta col nostro passato per cancellare tutto definitivamente; insuccessi, delusioni, ricordi di cui ci vergogniamo! Non cerchiamo dunque di rendere più presentabile la nostra antica personalità. Non cerchiamo di migliorare la nostra vecchia natura agli occhi di Dio.
Abbandoniamogli la nostra esistenza, senza nascondere nulla. Si, diamogli le chiavi e lasciamogli ricostruire la nostra vita secondo i disegni da Lui elaborati affinché ne faccia una dimora degna di Colui che vuole abitarla, cioè Dio stesso.
Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. (Ezechiele 36:26)




