Rifare il mondo?

Clarence Hall, corrispondente di un importante giornale durante la seconda guerra mondiale, ha raccontato la sorpresa di una pattuglia di esploratori dell’esercito americano quando arrivò nel villaggio di Summabuke, in una delle isole Okinawa.

A differenza degli altri villaggi già conquistati in quelle isole, esso era pulitissimo; gli abitanti erano istruiti, gentili; c’erano pochi poveri.

Dopo un’inchiesta, si venne a sapere che, 35 anni prima della guerra, un missionario aveva soggiornato in quell’isola e che due persone erano state convertite e salvate mediante la fede in Gesù Cristo. Poi il missionario partì per il Giappone lasciando una Bibbia.

Per 35 anni, quegli abitanti del villaggio non ebbero nessun contatto con dei credenti; ma la Bibbia divenne un libro vivente per loro. I primi due credenti evangelizzarono i loro vicini; il risultato fu che tutti, uomini, donne e bambini, divennero anche loro credenti. La Bibbia era letta ogni giorno e i suoi precetti diventarono la regola del villaggio.

Così la parola di Dio cresceva potentemente e si affermava. (Atti 19:20)

Un sergente in pattuglia in quel villaggio cristiano dichiarò: “Quello che accade qui è strano. Forse abbiamo usato delle armi molto malvagie per rifare il mondo”.

Rifare il mondo? Il mondo colpevole di avere crocifisso il Figlio di Dio? No, è impossibile!

Ma dare la vita nuova a delle persone, una ad una, è quello che Gesù Cristo fa ancora oggi per quelli che credono nel suo nome.

Non meravigliarti se ti ho detto: “Dovete nascere di nuovo“. (Giovanni 3:7)

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