E’ certo un tranello congegnato con molta astuzia quello in cui i nemici di Gesù cercano di farlo cadere, quando gli domandano se è permesso di pagare l’imposta a Cesare. Se Egli dice sì, non può essere il Messia! Se dice no, essi lo possono denunciare come nemico di Cesare, l’imperatore!
Con una sapienza divina, il Signore chiede che gli venga portata una moneta rappresentante Cesare.
Ed egli disse loro: «Di chi è questa immagine e questa iscrizione?». Essi gli dissero: «Di Cesare». Allora egli disse loro: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». (Matteo 22:20-21)
Tale infatti, qualunque sia l’epoca, il paese, il regime politico, il duplice atteggiamento richiesto a coloro che riconoscono Gesù come il loro Maestro e la loro guida.
Rendete dunque a ciascuno ciò che gli è dovuto: il tributo a chi dovete il tributo, l’imposta a chi dovete l’imposta, il timore a chi dovete il timore, l’onore a chi l’onore. (Romani 13:7)
I credenti in Cristo non sono tenuti a discutere la validità delle autorità che governano il paese nel quale essi soggiornano; sono dei cittadini del regno dei cieli. Ma la loro importante funzione consiste nel praticare l’onestà, la bontà, la devozione verso gli altri, tutte prerogative che hanno caratterizzato Cristo. Essi sono sottomessi alle autorità come dei buoni cittadini.
Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono istituite da Dio. (Romani 13:1)
Ma mentre rendono a Cesare ciò che è di Cesare e il loro dovere rendere a Dio ciò che è di Dio. La loro ubbidienza alle autorità ha per limite i diritti di Dio: essi non potrebbero andare, con il pretesto di ubbidire agli uomini, contro la volontà espressa dal Signore, senza la quale nessun Cesare avrebbe il benché minimo potere.
Onorate tutti, amate la fratellanza, temete Dio, rendete onore al re. (1 Pietro 2:17)




