Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia, con benignità verso di noi in Cristo Gesù. (Efesini 2:4-7)
Quel centurione romano di cui abbiamo già parlato era un uomo rispettabile. Era anche buono nei confronti del suo servo. Vedendolo paralizzato, tormentato dal suo male e vicino alla morte, mandò a Gesù degli anziani dei Giudei perché lo supplicassero di venire a guarirlo. Gli stessi Giudei riconoscevano la dignità di quest’uomo: aveva addirittura costruito la loro sinagoga.
Ed essi, giunti da Gesù, lo pregarono con insistenza dicendo: «Egli merita che tu gli conceda questo, perché egli ama la nostra nazione, ed è stato lui a costruirci la sinagoga». (Luca 7:4-5)
“Egli merita”! Ma cosa possiamo meritare? Quali meriti possiamo far valere davanti a Dio per ottenere il suo favore? Nessuno!
Il centurione lo aveva capito, e si sentiva talmente indegno che non osava andare di persona da Gesù. Ma è Gesù che va verso di Lui.
Allora Gesù andò con loro. Egli non era molto lontano dalla casa, quando il centurione gli mandò degli amici per dirgli: «Signore, non disturbarti, perché io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto. Per questo neppure mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Poiché anch’io sono un uomo sottoposto all’autorità altrui e ho sotto di me dei soldati; e dico ad uno: “Va’”, ed egli va; e a un altro: “Vieni”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo”, ed egli lo fa». Quando Gesù udì queste cose, si meravigliò di lui e, rivolgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico, che neppure in Israele ho trovato una fede così grande». (Luca 7:6-9)
A quell’uomo bastava una parola di Gesù. Ancora oggi Dio rivolge a tutti coloro che riconoscono la propria indegnità e colpevolezza, una parola di salvezza: chiunque crede in Gesù e nel suo sacrificio ha la vita eterna.



