Alla frontiera del Guatemala

Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano. Improvvisamente si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell’istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero. Il carceriere, destatosi e viste le porte della prigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò ad alta voce: «Non farti alcun male, perché noi siamo tutti qui». E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato?». Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». (Atti 16:25-31)

America centrale: un gruppo di studenti credenti, di lingua spagnola, dedica le sue vacanze all’evangelizzazione. Hanno affittato un minibus con cui quel giorno devono oltrepassare la frontiera del Guatemala dove sono attesi per alcune riunioni.

Il posto di dogana si trova dall’altra parte di un fiume che è attraversato da un ponte di assi provvisorio, la cui solidità è molto relativa. Il gruppo attraversa così a piedi il corso d’acqua mentre il bus, prudentemente deviato, dovrà risalire lungo il fiume per più di 50 km. per trovare un altro ponte, il che impegnerà quasi la metà della giornata.

Durante queste lunghe ore di attesa, che fare di meglio se non riunirsi sulla piazza principale e cantare alcuni inni? Il sindaco del paese passa e si ferma. Ascolta un momento, poi s’avvicina al gruppo e l’invita a casa sua per cantare ancora e per parlare a sua moglie che cura i loro due figli ammalati.

In questa casa che si è loro aperta, i nostri amici prendono le loro Bibbie, annunciano l’Evangelo e pregano, e i cuori degli ascoltatori si aprono a loro volta per ricevere la Parola di Dio. Il sindaco e sua moglie dichiarano entrambi che desiderano ricevere Cristo nella loro vita.

Esperienza indimenticabile per coloro che l’hanno vissuta. Essa ricorda una volta di più, a noi credenti, che accettare un contrattempo come voluto dal Signore può essere il punto di partenza di una ricca benedizione per noi stessi e per gli altri.

Leave a Reply