Bisogna avere paura del tribunale di Dio?

In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5:24)

Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte nel corpo in base a ciò che ha fatto, sia in bene che in male. (2 Corinzi 5:10)

Questi due versetti affermano che il credente dovrà comparire davanti al tribunale di Cristo, ma non per essere giudicato. Come conciliare questi versetti? Notiamo il secondo parla solamente di una comparazione, e non di un giudizio.

Chi vince sarà dunque vestito di vesti bianche e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome davanti al Padre mio, e davanti ai suoi angeli. (Apocalisse 3:5)

Solo coloro che non hanno creduto in Cristo dovranno comparire in giudizio davanti al tribunale di Dio, e là saranno condannati. Le opere buone che avranno fatto in vita non potranno in alcun modo cancellare i loro peccati.

E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavano ritti davanti a Dio, e i libri furono aperti; e fu aperto un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati in base alle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. E il mare restituì i morti che erano in esso, la morte e l’Ades restituirono i morti che erano in loro, ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. (Apocalisse 20:12-15)

Invece che ha accettato Gesù Cristo non andrà in giudizio, perché il castigo che meritavano i suoi peccati lo ha già subito il suo Salvatore alla croce. Ciononostante, ogni credente comparirà davanti al tribunale di Cristo affinché tutta la sua vita, tutte le sue azioni palesi o nascoste, siano messe in luce.

Nessuna condanna, ma una perdita di premio proporzionata al male commesso e una ricompensa per tutto il bene che avrà fatto per Lui, persino un semplice bicchiere d’acqua dato nel suo nome.

Il pensiero del tribunale non terrorizza i credenti, perché il Giudice che vi siederà sarà il loro Salvatore, colui che ha pagato per i loro peccati. In presenza della sua grazia perfetta, comprenderanno la gravità del peccato, ma anche l’immensità del suo amore divino.

Questa prospettiva dev’essere uno stimolo per noi perché ci fa prendere coscienza della serietà della vita, e ci incoraggia a vivere più vicino al Signore.

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