Poiché, passando in rassegna e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: “AL DIO SCONOSCIUTO”. Quello dunque che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio. (Atti 17:23)
L’uomo continua a compiere molte opere pie, elabora grandi sistemi teologici, edifica templi monumentali. Tuttavia, contemplando ciò che ha fatto con la propria mente e con le proprie mani, l’uomo comprende sempre che c’è ancora qualcosa che sfugge ad ogni sua facoltà di creazione e di reappresentazione.
Qualcosa di incognito rimane anche in mezzo a molte idee e molti dei. Gli uomini sentono di giungere a un limite oltre il quale non riescono ad andare.
Il Dio vivente resterebbe certamente sconosciuto alla mente umana, poiché Egli è oltre a tutto ciò che è umano e terreno, infatti: “Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo” (Atti 17:24), eppure Egli si è rivelato ed ha mandato il Suo Unigenito Figlio.
Dio non si manifesta con prodigi gratuiti, fenomeni da baraccone. Egli si è sempre rivelato a chi intendeva conoscerLo con sincerità di cuore. L’Evangelo offre anche l’opportunità di conoscere Dio perché, come dirà più avanti l’apostolo, Egli non è lontano da ciascuno di noi: Dio si vuol far conoscere anche da te.




