In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo. (1 Giovanni 4:9)
Ecco una domanda che le persone in genere non si pongono. Ma se dovessero dare una risposta direbbero che l’uomo è un essere intelligente, sostanzialmente buono, ma che purtroppo vive in una sorta di giungla e quindi non può essere perfetto; d’altronde, non abbiamo tutti qualche difetto?
Molti pensano di vivere senza fare alcun male, ma nello stesso tempo cercano di godere al massimo delle gioie della vita. Questa presunta giustizia personale è una pura illusione.
Se ponessimo a Dio questa stessa domanda, cosa ci risponderebbe? Ci darebbe senz’altro le giuste risposte, secondo i Suoi pensieri. Potrebbe rispondere che l’uomo “è un verme” (Giobbe 25:6), il più piccolo, insignificante e forse ripugnante fra gli esseri viventi; è come dell’”argilla” (Geremia 18:6), materiale fragilissimo sopra il quale non è possibile costruire; e a chi non volesse ammettere di essere come un vaso fatti di argilla, Dio aggiungerebbe: sei un “rottame fra i rottami di vasi di terra!” (Isaia 45:9), Dio potrebbe anche paragonarci a qualcosa di ancora più inconsistente: “tu sei polvere” (Genesi 3:19). E concluderebbe definendoci come un nulla davanti a Lui, anzi, meno che nulla: una “vanità” (Isaia 40:17).
Eppure, nonostante tutto questo, Dio ha, per gli uomini, dei “pensieri di pace e non di male”, e vuole per loro “un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11) e una salvezza eterna. A questo scopo ha mandato il Figlio Suo a morire sulla croce; chi crede in Lui e nel Suo sacrificio è salvato e diventa un figlio di Dio. Se siamo di coloro che possono dire di avere in Gesù il loro Salvatore personale, pensiamo sempre a chi è Lui per noi. Potremo dare delle risposte molto preziose.




