Da accusatore ad accusato

Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo. (Efesini 4:32)

Antonio Sánchez, di ventisette anni, era furioso. Gli avevano rubato una preziosa radiotrasmittente, una delle più care, perciò andò a sporgere denunzia. Durante l’interrogatorio, la polizia cominciò a sospettare di Antonio, che non aveva l’aspetto del benestante che poteva permettersi una radiotrasmettente così costosa e, fatti vari controlli, dubitarono di lui.

Alla fine risultò che Antonio aveva rubato una somma di denaro in un circolo sociale del quartiere, e con quel denaro aveva comprato la radiotrasmittente. Dopo, per non creare sospetti su di sé, l’aveva nascosta dichiarando che l’avevano rubata.

A quel punto tutto cambiò: da accusatore diventò accusato e senza nemmeno uscire dal commissariato! La saggezza popolare, conoscendo il difetto comune dell’uomo di accusare gli altri di quello che egli stesso è colpevole, ha creato proverbi come: “Vendo consigli, ma per me non ne ho”.

Un Giorno Gesù Cristo disse a certi uomini che accusavano una donna: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» (Giovanni 8:7).

Con quel esempio magnifico e divino, il Signore ci lascia tutti senza difesa, senza argomenti e senza diritto di accusare nessuno. I problemi della vita spesso sono il risultato dell’aver infranto le leggi universali ed eterne che Dio stesso ha stabilito.

Per non continuare più a soffrire queste conseguenze inevitabili, arrendiamo la nostra vita a Gesù Cristo, il Figlio di Dio, chiedendoGli perdono per i nostri peccati. Egli ci darà una nuova vita e, invece di soffrire conseguenze distruttrici, godremo frutti vivificanti, che sono i frutti di un cuore nuovo.

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