Di chi è la colpa?

Allora Giacobbe disse a Simeone e a Levi: «Voi mi causate grande angoscia, mettendomi in cattiva luce davanti agli abitanti del paese, ai Cananei e ai Ferezei. Io non ho che pochi uomini; essi si raduneranno contro di me, mi piomberanno addosso e sarò distrutto io con la mia casa». (Genesi 34:30)

Quante persone sono preda di dispiaceri e affanni a causa della propria infedeltà, ma incolpano altri o le circostanze contigenti, invece di giudicare sé stesso. Il Signore aveva detto a Giacobbe: “Io sono il Dio di Betel”, non “io sono il Dio di Sichem”.

Giacobbe avrebbe dovuto seguire le indicazioni divine, invece si stabilisce proprio presso la città di Sichem. Quale timore del Signore poteva inculcare un simile atteggiamento nei figli? Gli strategemmi a cui questi ricorsero erano riprovevoli, senza rispetto per la sacralità degli ordinamenti divini, e causarono gravi problemi al loro padre.

Giacobbe è giustamente preoccupato, ma prima di giudicare i figli, avrebbe dovuto chiedersi perché si era così tanto avvicinato ai Sichemiti. Avrebbe covuto riconciliarsi con la volontà di Dio per trovare pace.

Molti genitori sono angosciati per ribellione dei propri figli, spesso però dovrebbero rimproverare sé stessi, perché non sono stati fedeli a Dio nelle loro famiglie.

Un detto popolare dice: “Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”. Tu puoi fare qualcosa di ben più profondo e risolutivo: puoi ravvederti e trovare il perdono del Signore. Fallo e Lo ringrazierai per il Suo glorioso invervento.

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