Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:22-23)
Questo versetto della Parola di Dio dichiara solennemente: su ogni uomo pesa una sentenza di morte che implica una separazione definitiva da Dio.
Di fronte a questa dichiarazione divina possiamo avere diversi atteggiamenti.
Possiamo ignorarla e vivere senza tenerne contro. La nostra negligenza non ci dispenserà dal comparire un giorno davanti a Dio- Possiamo tentare di riscattarci, sforzandoci di fare tutto il bene possibile. Benché questo atteggiamento sia rispettabile, tuttavia non eluderà la sentenza divina, perché tutti hanno peccato, anche gli uomini migliori.
Poiché tutti hanno peccato, e son privi della gloria di Dio. (Romani 3:23)
- Possiamo rassicurarci per il fatto che questa condanna non riguarda soltanto noi; ma il fatto di non essere soli in tale situazione non migliora la nostra posizione. Ognuno di noi avrà a che fare con Dio.
- Possiamo anche persuaderci che “il buon Dio”, alla fine, non applicherà la sentenza emessa. Ma questo è in opposizione con la sua natura e con quanto egli dichiara nella sua Parola.
- Possiamo anche riconoscere di meritare questo giudizio e dichiararci colpevoli. A tutti quelli che accettano questa sentenza Dio offre il mezzo per esserne liberati. Infatti, Egli non revoca il suo verdetto, ma presenta Gesù Cristo, che si è sostituito a tutti quelli che pongono in lui la propria fiducia. Ha subito al loro posto il giudizio meritato a causa dei loro peccati e dà loro la vita eterna.
Conosciamo colui che ci ha amati fino al punto di subire il nostro castigo per salvarci?



