Dita puntate

Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c’è nessuno che faccia il bene, neppure uno. (Salmi 14:3)

Un impiegato nel reparto recupero crediti di un grande magazzino raccontò che, spesso, i clienti che non pagano le fatture, si scusano dicendo: “Sicuramente molti altri avranno debiti maggiori del mio. Lasciami in pace!”. Quel dipendente commentò: “Non è questo il punto. Sicuramente ci sono molti altri che ci devono di più. Ogni volta devo rispondere: “Il problema non è il debito degli altri. La tua fattura risulta scaduta. Tu sei in debito”.

La tendenza dell’uomo è sempre stata quella di deviare l’attenzione da sé stesso puntando il dito verso gli altri. Le persone religiose scusano la propria incoerenza facendo riferimento agli atei o ai criminali attorno a loro. Quest’ultimi, d’altra parte, cercano di scansare la questione additando l’ipocrisia dei religiosi. Ma Dio non si fa ingannare dalle nostre dita puntate su altri.

Quando qualcuno ci appare un peccatore peggiore di noi, è soltanto un’illusione. Prima ci rendiamo conto che nessuno è più in debito con Dio di noi, prima riceveremo il Suo perdono. Egli estende la Sua misericordia soltanto a chi riconosce di essere disperatamente in difetto con la Sua perfetta giustizia e invoca la Sua Immensa misericordia.

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