Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati. (Giovanni 8:24)
Morire nei propri peccati, o morire nel Signore? Queste due sorprendenti espressioni rivelano due vie, le sole possibili, davanti alla morte.
“Morire nei propri peccati” è l’unica prospettiva di quelli che hanno rifiutato la salvezza offerta. Dovranno presentarsi davanti a Dio per rispondere delle loro colpe ed anche della loro incredulità.
La Bibbia dichiara che “l’ira di Dio” rimane su colui che non crede al Figlio di Dio, ed aggiunge:
E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza. (Ebrei 9:27-28)
Questo giudizio è la separazione definitiva da Dio, nel luogo dell’infelicità eterna.
Eppure a tutti è offerta la soluzione: è il perdono di Dio per chi si pente e crede nel Signore Gesù.
Poi udii dal cielo una voce che mi diceva: «Scrivi: Beati i morti che d’ora in avanti muoiono nel Signore; sì, dice lo Spirito, affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono. (Apocalisse 14:13)
“Morire nel Signore” significa addormentarsi nella fede in Gesù e svegliarsi nel paradiso di Dio.
Questi beati sono forse meno colpevoli dei primi, più onorabili o più religiosi? No!
La differenza è che, durante la vita, hanno accettato Gesù come loro Salvatore. Hanno semplicemente creduto le parole della Bibbia e avuto fiducia in Dio.
Ho scritto queste cose a voi che credete nel nome del Figlio di Dio, affinché sappiate che avete la vita eterna e affinché continuiate a credere nel nome del Figlio di Dio. (1Giovanni 5:13)
I due modi di morire dipendono da due diversi modi di vivere. Si può vivere senza Dio, senza relazione con lui, e allora si muore “nei propri peccati”; o si può vivere con Dio perché si è creduto nel suo amore rivelato alla croce di Gesù Cristo, e allora si entra nella vita senza passare per il giudizio.
Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. (Giovanni 3:18)



