Esaminiamo le nostre vie

Allora l’Eterno DIO chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». (Genesi 3:9)

Lot, seduto alla porta di Sodoma, sapeva bene di non poter essere approvato da Dio. Eppure rimaneva lì. E’ stato necessario l’intervento di due angeli per farlo sfuggire al giudizio che stava per abbattersi su quella gente.

Se Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li cacciò nel tartaro tenendoli in catene di tenebre infernali, per esservi custoditi per il giudizio; e non risparmiò il mondo antico ma salvò con altre sette persone Noè, predicatore di giustizia, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi, e condannò alla distruzione le città di Sodoma e di Gomorra, riducendole in cenere, e le fece un esempio per coloro che in avvenire sarebbero vissuti empiamente, e scampò invece il giusto Lot, oppresso dalla condotta immorale di quegli scellerati (quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, tormentava ogni giorno la sua anima giusta a motivo delle loro opere malvagie), il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per essere puniti nel giorno del giudizio, specialmente coloro che seguono la carne nei suoi desideri corrotti e disprezzano l’autorità. Essi sono audaci, arroganti e non hanno timore di dir male delle dignità; mentre gli angeli stessi, benché siano superiori per forza e per potenza, non portano contro di esse alcun giudizio oltraggioso davanti al Signore. (2 Pietro 2:4-11)

Davide, inseguito da Saul, si è rifugiato addirittura da Achis, un re nemico; non ha trovato altro mezzo che fingere di essere pazzo per salvarsi la vita.

I servi di Akish gli dissero: «Non è costui Davide, il re del paese? Non è di costui che cantavano in coro nelle danze, dicendo: “Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila”?». Davide ritenne in cuore queste parole, ed ebbe grande paura di Akish, re di Gath. Così cambiò il suo modo di agire davanti a loro e nelle loro mani si fingeva pazzo: tracciava sgorbi sui battenti delle porte e lasciava scorrer la saliva sulla barba. Allora Akish disse ai suoi servi: «Ecco, vedete, costui è pazzo; perché me lo avete condotto? Mi mancano forse dei pazzi, che mi conducete questo tale a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!». (1 Samuele 21:11-15)

Giona, mandato dall’Eterno a Ninive per predicare il pentimento, ha disubbidito ed è fuggito in nave verso Tarsis. Conosciamo il seguito della storia: Dio ha mandato una tempesta e preparato un grosso pesce per salvare la vita di quel profeta disubbidiente, gettato in mare dai marinai.

Pietro, trattenendosi con quelli che avevano catturato Gesù, ha nascosto la propria identità, ha rinnegato il suo Maestro. Dopo la risurrezione, il Signore l’ha incontrato parecchie volte per perdonarlo e ristabilirlo nella pace e nella comunione.

E noi? Siamo dove ci vorrebbe Dio, nel nostro ambiente familiare, nella nostra attività professionale, nel nostro servizio per Lui?

Il nostro Dio è pieno di grazia, e non vorrà lasciarci in una situazione che ci privi della sua benedizione o che lo disonori. Non obblighiamolo ad impiegare dei “mezzi pesanti” per liberarci.

Esaminiamo le nostre vie, scrutiamole e ritorniamo all’Eterno. (Lamentazioni 3:40)

 

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