Essere mansueti

La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino. (Filippesi 4:5)

Cosa significa essere mansueti? Forse tollerare ogni situazione e comportamento? Forse dire sempre di “si” anche quando pensiamo che la risposta sia esattamente l’opposto? Sicuramente No. Dio non vuole questo da noi.

Gesù è stato definito il pio, il mansueto. Colui che ha sofferto sulla croce per colpe non Sue, eppure in tutta la Sua mansuetudine, non ha permesso che nel Tempio si facesse scempio della grazia di Dio, in tutta la sua pazienza, non ha esitato a scacciare demoni o dare giuste direttive per l’apostolato dei dodici.

Dio vuole da noi lo stesso tipo di mansuetudine. Si potrebbe obiettare: “Ma Gesù è il Figlio di Dio. La Sua perfezione è irraggiungibile”. Si, è vero. Ma Gesù era anche vero uomo: Gesù fu tentato, ebbe fame, sete e sonno, soffrì nel Getsemani. Gesù era uno di noi, con le stesse nostre problematiche, ma seppe essere mansueto nei momenti difficili.

Dio non ci chiede di essere tanti altri Gesù. Paolo stesso, però, ci invita ad essere suoi imitatori, come lui lo era di Cristo. Questo è il nostro compito, la nostra missione. Chi ci guarda deve vedere in noi quella calma mansuetudine che solo chi ha Dio nel cuore può avere.

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