Molti lo sgridavano affinché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». (Marco 10:48)
C’è un idea, molto radicata nella religiosità imperante in Italia, secondo cui la fede deve essere intima, silenziosa, possibilmente nascosta. L’episodio di oggi invece ci mostra un povero cieco che, mosso dal bisogno e davanti alla straordinaria opportunità che gli si sta presentando, non se ne sta zitto e al suo posto. Gli hanno parlato di Gesù e sa che sta passando da quelle parti.
Forse Bartimeo ha preparato anche un piano e si è messo in una posizione strategica perché desidera con tutte le sue forze richiamare l’attenzione di Gesù. Ed eccolo che mentre lo sente avvicinare si mette a gridare ignorando chi voleva sgridarlo e zittirlo.
Gesù, che sente sempre il grido di dolore elevato da chi è nella prova, lo sente e si ferma. La frase che un anonimo gli rivolge è bellissima e ricca di speranza.
E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: «Fatti animo, alzati, egli ti chiama!». (Marco 10:49)
Lascia perdere i benpensanti e gli educati che restano composti in disparte. Se hai disperato bisogno di aiuto e hai capito che Gesù è l’unico che può aiutarti, allora grida al Signore, come Bartimeo: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!» E il Signore ti salverà.
Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». In quell’istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via. (Marco 10:52)



