E DIO parlò a Israele in visioni notturne e disse: «Giacobbe, Giacobbe!». Egli rispose: «Eccomi». Dio allora disse: «Io sono Dio, il DIO di tuo padre; non temere di scendere in Egitto, perché là ti farò diventare una grande nazione. Io scenderò con te in Egitto e ti farò anche sicuramente risalire; e Giuseppe ti chiuderà gli occhi». (Genesi 46:2-4)
Giacobbe è ormai anziano, segnato dal dolore per la misteriosa scomparsa del caro figlio Giuseppe; lunghi anni sono trascorsi da quando ha riconosciuto i suoi vestiti insanguinati … Ora viene a sapere che Giuseppe non è morto, che si trova in Egitto e ne è addirittura il governatore! Giacobbe sunque dice: «Basta, mio figlio Giuseppe vive ancora; io andrò e lo vedrò prima di morire».
Così parte, ma arrivato alla frontiera del paese fa una sosta, esitando. E’ proprio Dio che lo manda in Egitto? Allora Dio lo incoraggia ripetendo il suo nome: “Giacobbe, Giacobbe!” Il Signore conosce ciò che vi è nel suo cuore e, pieno di simpatia, gli dà il soccorso al momento opportuno. Dio gli dice di non temere di fare quel passo decisivo, e gli promette di accompagnarlo: “Io scenderò con te”.
A volte ci sono delle tappe difficili da superare, specialmente quando si è anziani e si è trascorso una vita difficile. L’energia viene meno. Allora, come Giacobbe, facciamo una sosta per portare le nostre difficoltà al Signore. E ascoltiamo la Sua voce che ci chiama per nome, personalmente.
Egli conosce le nostre esitazioni, i nostri timori, ma vuole accompagnarci. Vuole scendere con noi in questo cammino che ci pare difficile … e ci riempie di speranza, perché è un cammino verso “la Casa del Padre” (Giovanni 14:2).
Egli ha fatto questa promessa: “Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; io vi ho fatti e io vi sosterrò; sì, vi porterò e vi salverò” (Isaia 46:4).



