Giustificare gli errori

O DIO, tu conosci la mia follia e le mie colpe non ti sono nascoste. (Salmi 69:5)

Carletto finì la sua preghiera in questo modo: “Per favore, mio Signore, fa che Santiago diventi la capitale dell’Argentina! Amen!”. La madre gli chiese il perché di questa frase, ed il bimbo le rispose semplicemente perché aveva scritto così nel compito di geografia! I bimbi hanno molta immaginazione, ma anche molti adulti usano lo stesso metodo: chiedono a Dio di benedire e mettere in regole i propri errori e le proprie mancanze.

Mentiamo e chiediamo a Dio che prenda in considerazione ciò che abbiamo detto e che nessuno lo scopra; cerchiamo di piacere al mondo, sapendo bene che questo ci allontana da Dio, e magari Gli promettiamo che non lo faremo più, senza avere però l’intenzione di mantenere la promessa.

Sorridiamo alla preghiera di Carletto, però indirettamente chiediamo a Dio di cambiare il luogo per la distribuzione di materiale evangelico da una strada ad un campo di calcetto, solo perché e lì che ci piace stare. Di richiesta in richiesta, nascondiamo i nostri peccati, chiedendo a Dio che nessuno li scopra, senza accorgerci che così ci stiamo pericolosamente allontanando da Lui.

Possiamo cercare di nascondere le nostre marachelle quanto vogliamo e, non solo Dio lo sa già, ma sempre, prima o poi, verranno alla luce lasciando su di noi il peso della vergogna e del fallimento. Se invece confessiamo le nostre colpe, le lasciamo e permettiamo allo Spirito Santo di correggerci, Dio è fedele e giusto da perdonarci, purificarci dal peccato e ristabilire la nostra vita!

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